home page Eteroscacco!
  SCACCHI MARSIGLIESI
SCACCHI MARSIGLIESI BILANCIATI (BREVE)
  R. Cassano & F. Forzoni (tratto principalmente da pubblicazioni A.I.S.E.)
nav_eterodosso Varianti a cadenza progressiva Varianti a cadenza normale problemi Eterodossi Varianti a cadenza multipla News eterodossia scacchistica Varietà scacchistiche!
pagina principale!

Cenni storici:

Gli Scacchi Marsigliesi nascono dalla semplice idea di far compiere a ciascun giocatore due mosse consecutive (una bimossa) a ogni turno.

Si tratta di una variante scacchistica che, pur essendo tra le meno complicate, richiede capacità di analisi e sintesi del gioco e del suo sviluppo forse ad essi maggiore. Il gioco aiuta notevolmente a formare ed acuire il senso tattico e la capacità, dote questa essenziale per un buon giocatore di scacchi, di intuire e prevenire le mosse dell’avversario, data la loro particolare sequenza.

Secondo “Le Courrier des Echecs“ l’invenzione dei Marsigliesi è avvenuta sulla Canébiere nel 1922 ad opera del norvegese J. Rossow e la prima pubblicazione delle regole fu fatta nel 1925 da Albert Fortis (1873-1926).

In quel periodo gli dettero grande spazio parecchie riviste e Maestri come Znosko-Borovsky, Andrè Cheron, Richard Reti, Lasker e Alechin si interessarono al gioco e lo praticarono.

Proprio Alechin, Campione del mondo di scacchi nel 1927, prima si interessò ai problemi e poi si divertì a disputare alcune partite di Marsigliesi e che dichiarò: se si giocassero tre mosse consecutive (una trimossa) ad ogni turno per ciascun giocatore anziché due, il bianco avrebbe avuto una vittoria forzata!

Non sappiamo perché, ma negli anni successivi ai primi successi, il gioco cadde di moda fino alla metà del secolo scorso; poi il francese Joseph Boyer in un manoscritto del 1951, riportò il nuovo regolamento (quello con una prima singola mossa del bianco e poi, a partire dal Nero, sempre due ad ogni turno), altrimenti il Bianco avrebbe avuto un eccessivo vantaggio.

In Italia, con i tornei organizzati dall’A.I.S.E., si riprese a giocare con le vecchie regole sin dal 1979, e solo dopo aver giocato molte partite, la semplice proposta di limitare il bianco ad una sola prima mossa al primo turno trovò il favore generale.
Ecco cosa scriveva negli anni 1990-1991 Alessandro Castelli:
Nella variante caratterizzata dal fatto di concedere le due mosse fin dal primo tratto il Bianco vince forzatamente. Una affermazione così categorica potrà stupire più di un giocatore, ma ormai non ho alcun dubbio in merito. Il bianco vince giocando una delle due aperture principali 1. d4 Cf3 o 1. e4. Cf3.

Tutto questo è una conferma di quanto si sapeva da tempo. In mancanza però di studi approfonditi sull’argomento e di raccolte di partite, ho voluto sincerarmene di persona fin da quando ho iniziato a praticare questo gioco. (Eteroscacco n.52)

"Ormai è deciso, il regolamento dei marsigliesi è definitivamente modificato. Nella nuova versione il Bianco gioca una sola mossa al primo tratto e vede il suo vantaggio notevolmente ridimensionato se non addirittura annullato. Nel centro partita e nel finale tale innovazione non ha conseguenze, tutta la teoria e i principi strategici restano pienamente validi. Nella fase iniziale del gioco invece occorre esplorare a fondo le nuove varianti.” (Eteroscacco n.54)

E’ in questo modo che i Marsigliesi (in sigla MS) sono rimasti una delle varianti scacchistiche più apprezzate e conosciute: per chi vuole approfondire l’argomento ecco le regole della versione “bilanciata”.

Regolamento:

1. Il Bianco effettua normalmente la sua prima mossa. A partire dalla prima mossa del Nero, ciascun giocatore effettua, a turno, una serie di due mosse (bimossa).
2. Ad ogni serie si può giocare: lo stesso pezzo o, una volta ciascuno, due pezzi differenti; si possono eseguire due catture; un pezzo può tornare con la sua seconda mossa nella casa da cui era partito.
3. Lo scacco può essere dato anche con la 1ª mossa della serie, rinunciando in tal caso alla 2ª mossa. Tale rinuncia deve essere dichiarata esplicitamente.
4. Il Re non può occupare una casa controllata da un pezzo avversario nè alla prima nè alla seconda mossa della propria serie. Si ha il matto quando uno scacco non può essere parato con la prima mossa della propria serie.
5. Lo stallo può verificarsi anche dopo la prima mossa della serie qualora il giocatore non possa fare alcuna mossa regolare per completare la propria bimossa.
6. La presa en passant è possibile solo quando il pedone avversario sia stato spinto di due passi in un sol tratto alla seconda mossa della serie. La cattura deve essere fatta con la prima mossa della serie successiva, pena la decadenza del diritto.

NOTAZIONE.
La prima mossa del Bianco viene seguita da una doppia //, mentre per tutte le bimosse successive si scrive una sola /
(Esempio.: 1. d4// d5/Cf6 2. Af4/Ag3 Ad7/Dc8, 3.Cc3/Cf3 ecc.).

Buon divertimento a tutti!

 



webmaster torna ad inizio articolo