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  SCACCHI PROGRESSIVI
SCACCHI PROGRESSIVI (BREVE)
  F. Forzoni e R. Cassano (tratto principalmente da pubblicazioni A.I.S.E.)
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Cenni storici:

Anche se sulla rivista del giugno 1926 (Chess Amateur di T. R. Dawson), appaiono per la prima volta sotto forma problemistica, la prima notizia sugli Scacchi Progressivi (in sigla PR) risale all'aprile del 1947 quando il Maestro Znosko Borovski Evgenij, fece conoscere su 'Lectures pour Vous' questo nuovo modo di giocare a scacchi. Scrisse: "Una nuova invenzione più attraente degli Scacchi Marsigliesi.".

Si basavano sulla successione progressiva delle mosse (1 mossa al Bianco, 2 mosse al Nero, 3 mosse al Bianco, e così via.), mantenendo dei Marsigliesi la regola secondo la quale, chi dà scacco rinuncia alla successiva mossa della serie.

Quindi, non sembra azzardato asserire che il gioco marsigliese (due mosse alla volta, anche dello stesso pezzo, invece di una sola) è il 'ponte' tra il gioco classico ed i progressivi.

Questo nuovo gioco (all’inizio denominato Scacchi Scozzesi) non conobbe gli allori tributati ai Marsigliesi (ai quali ci giocò persino il grande Alechine!) ma non cadde mai del tutto nell'oblio (varie citazioni su "Les jeux d'echecs non orthodoxes" del Boyer nel 1951 e su "A guide to fairy chess" del Dickins nel 1969) stanno a comprovare anche l'avvenuta variazione delle regole e del nome che furono, in Italia, reinventati dal Prof. Roberto Salvatori di Arezzo, che nel maggio 1971 propose di disputare partite per corrispondenza al Prof. Sicuteri ed al Dr. Armando Silli di questo nuovo gioco ma con una modifica sostanziale: una norma, secondo la quale, lo scacco al Re può essere dato soltanto all'ultimo tratto della serie da eseguire e che, pertanto, non possono essere dati scacchi intermedi (per esempio alla terza di 5 mosse consecutive). Inutile sottolineare come il gioco, avendo tolto la regola dello scacco che poteva interrompere la serie (e che, adesso, doveva essere completata), ne risultasse notevolmente arricchito!
Questo modifica produsse nuove possibilità (matto per impossibilità di controscacco).

Ed è proprio da quel momento “sperimentale” che gli Scacchi Progressivi, dopo la costituzione dell’Associazione Italiana Scacchi Eterodossi (A.I.S.E.), vengono diffusi in tutto il mondo!

Regolamento:

1. Tutte le regole degli scacchi FIDE restano valide, tranne per quanto di seguito specificato.
2. A ogni turno di gioco, ciascun giocatore esegue una mossa in piú rispetto all’avversario: il Bianco inizia con una mossa, il Nero risponde con 2 mosse, il Bianco ne gioca 3 mosse, il Nero 4 mosse, e così via; l’insieme delle mosse eseguite da un giocatore in un turno di gioco è detto serie.
3. Lo scacco deve essere parato con la prima mossa della serie, altrimenti la partita è persa per scacco matto. Il Re non può mai essere esposto a scacco, neanche temporaneamente durante il proprio turno di gioco.
4. Lo scacco e lo scacco matto possono essere dati solo con l’ultima mossa della serie.
5. La partita è persa dal giocatore, il cui Re sia in scacco, che sia costretto a parare lo scacco dando scacco a sua volta (impossibilità di controscacco), anche se, con quella mossa, egli stesso possa dare scacco matto.
6. La partita è patta per stallo, se il giocatore che ha il tratto, il cui Re non sia in scacco, non dispone di mosse legali che gli consentano di iniziare o completare la serie, ovvero le sole mosse disponibili diano scacco.
7. La partita è patta, su richiesta del giocatore che ha il tratto, se a) una posizione si presenta identica tre volte in tre serie differenti con il tratto allo stesso giocatore, oppure b) per 10 serie consecutive (5 del Bianco e 5 del Nero) entrambi i giocatori non eseguono mosse di Pedone nè effettuano catture, salvo il caso che l’altro giocatore dimostri di poter vincere proseguendo il gioco.
8. La cattura en passant può essere effettuata solo con la prima mossa della serie, e solo se a) il Pedone da catturare sia stato avanzato di due passi in una sola mossa, e non ulteriormente avanzato, nel corso della serie precedente; b) la casa in cui deve recarsi il Pedone catturante non sia occupata.

NOTAZIONE. Le serie di mosse vengono numerate singolarmente, per cui il numero d’ordine della serie è uguale al numero di mosse che la compongono (Esempio.:
1. d4
2. b5 Cf6
3. g4,g5,g:f6
ecc.).

Buon divertimento a tutti!




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