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  ETERODOSSIA
INTRODUZIONE ALLE VARIANTI SCACCHISTICHE
  R. Cassano (tratto principalmente da pubblicazioni A.I.S.E.)
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Se vi chiedessero: "Come si gioca a carte ?" rispondereste, probabilmente molto sorpresi dalla domanda, che “ ci sono vari modi per giocare a carte !”

Infatti, avete perfettamente ragione, perché si può giocare con differenti tipi di carte (“italiane”, “francesi”, ecc.), che hanno simboli e colori diversi (coppe/denari, cuori/quadri, ecc.), un numero diverso di carte (40, 52,104, ecc.) e, soprattutto, con regole differenti (Briscola, Scopa, Tressette, ecc.) !

Bene, allora siete pronti per una seconda domanda che, dal nostro punto di vista, è molto più interessante.

E se vi chiedessero: "Come si gioca a scacchi ?" rispondereste che “ ci sono vari modi per giocare a scacchi !” oppure rimarreste davvero sorpresi dalla domanda ?

Dovete sapere che le regole del gioco degli scacchi sono state sempre in continua evoluzione sin dalla nascita del gioco stesso, avvenuta molto probabilmente nei primi secoli dopo Cristo. Le attuali regole internazionali, quelle codificate dalla F.I.D.E. nel 1924, hanno soltanto 80 anni di vita, quasi nulla a confronto dei quasi 2000 anni di storia del gioco!

Nella storia degli scacchi hanno grande importanza diverse nazioni asiatiche a cominciare da India, Cina e Giappone, ma soltanto per queste ultime due la bibliografia è assai ricca evidenziando appunto una ricca tradizione che vanta molti secoli di storia, mentre quando si passa a considerare la storia degli scacchi in India, la situazione appare come ribaltata e non esiste un gioco nazionale di scacchi come quelli della Cina e del Giappone, che sia stato per secoli tipico dell’India e che abbia ancora largo seguito e, soprattutto, colpisce lo scarso rilievo riservato agli scacchi indiani nei documenti letterari.del Paese. (F. Pratesi, 1990)

E anche se è ben noto che l’esercito indiano come rappresentato nella terminologia sanscrita e nei pezzi della scacchiera potrebbe meglio corrispondere ai primi secoli a. C. (F. Pratesi 1994) e non d.C., per il ritrovamento di antichi manoscritti persiani nei quali la tradizione indiana ha lasciato un’impronta indiscutibile (A. Panaino, 1999), si considera valida l’ipotesi che un gioco “antenato” degli scacchi abbia avuto un’origine indiana intorno al V-VI secolo d.C, e che, nei secoli immediatamente successivi, per via dell’espansione araba legata alla conquista dei territori, il gioco degli scacchi è arrivato fino all’Occidente.

Così come è assai noto che in Italia vi sono due gruppi di pezzi in osso e avorio di evidente “foggia islamica”: i 19 pezzi di Venafro che, con la prova di retrodatazione al Carbonio 14, sono stati attribuiti alla fine del X secolo d.C, come per gli 8 pezzi delle Catacombe di San Sebastiano, trovati in un corredo funerario all’interno della necropoli romana sulla Via Appia Antica che, però, è stata utilizzata… al massimo fino al V secolo d.C. !

Ma lasciamo che gli storici degli scacchi proseguano le loro ricerche e approfondiscano i loro studi sull’argomento; indipendentemente dall’origine e dal percorso migratorio che abbiano avuto questi “protoscacchi”, giocati con pezzi differenti dagli attuali, che in Cina erano giocati sulle linee di intersezione della “scacchiera” e non sulle caselle e che in India hanno il nome “Chaturanga”, stanno già a dimostrare che gli scacchi hanno avuto nel tempo un’evoluzione continua che ha portato a cambiamenti periodici dei nomi (“Shatranj” in persiano antico), del nome e del movimento dei pezzi (in particolare Fers/Donna e Alfil/Alfiere), delle posizioni iniziali (tablut) e delle dimensioni della scacchiera (8 x 8 caselle, 9 x 10 linee) e, quindi, delle.regole.
Proprio dall’introduzione degli scacchi in Europa, da parte dei paesi mussulmani, due pezzi hanno più degli altri cambiato le possibilità di movimento: la Donna (Regina) e l’Alfiere. La “prima” Donna (Farzin, poi Fersa) muoveva solo di un passo in diagonale, mentre il “primo” Alfiere (al-Fil) saltava di due caselle in diagonale. L’evoluzione da queste limitazioni al movimento attuale avvenne verso la fine del 1400, e per un certo tempo proprio questi pezzi “modificati” vennero considerati pezzi “eterodossi”. Pezzi e scacchi eterodossi che, nel periodo mussulmano, ebbero una grande diffusione e, in seguito, molti altri mutamenti vennero proposti e sperimentati finché, come abbiamo detto, si venne a una definitiva codifica internazionale, riguardante soprattutto le regole più strane del gioco: l’arrocco, la presa al varco, la promozione e lo stallo.

Tutte le modifiche precedenti proposte e cadute nel vuoto, non andarono fortunatamente perdute e diventarono patrimonio degli appassionati di scacchi eterodossi. La storia degli scacchi eterodossi è dunque la storia stessa degli scacchi, una linea evolutiva conclusa in quella che oggi tutto il mondo chiama scacchi; le altre mille linee costituiscono l’attuale vastissimo campo d’interesse degli scacchi eterodossi indirizzato quasi esclusivamente alla problemistica e dalla quale sono state tratte molte idee per creare altre “mille e mille” varianti scacchistiche !
A tutt'oggi le più conosciute e, pertanto, le più giocate sono gli Scacchi (F.I.D.E.), Xiang-qi (Cina) e Shogi (Giappone), ma esiste un grandissimo assortimento di varianti scacchistiche che vengono giocate con il consueto materiale scacchistico (l’amata scacchiera di 64 caselle ed i nostri amatissimi 32 pezzi di legno) e con regole diverse da quelle “ufficiali” della F.I.D.E. (Federation International Des Echecs). Questi giochi scacchistici vengono chiamati in Italia “scacchi eterodossi”, e nei paesi di lingua inglese varianti scacchistiche (chess variant) o scacchi di fantasia (fairy chess) e lasciano intendere creatività ed immaginazione che già da sole offrono un sicuro divertimento!

Molte di queste varianti però non hanno bisogno dei classici 32 pezzi e della scacchiera di 8 caselle di lato ma di differente materiale iniziale, di scacchiere e, soprattutto, di regole diverse; ad esempio, solo per citarne qualcuna, hanno bisogno di:
- pezzi differenti (Amazzone, Bombarda, Chancellor, Chamaleon, Grillo, Cammello, Elefante, Generale Oro, Giraffa, Imperatrice, Lancia, Locusta, Mao, Nottambulo, Rosa, Superpedone, ecc.);
- un numero di pezzi per ciascun giocatore diverso da 16 (10, 12, 20, 24, 32, 48, ecc.)
- regole differenti (Atomici, Bugiardi, Changgi, Chaturanga, Chessgi, Circe, Dynamo, Estinzione, Giga, Gothic, Fischer Random, Kamikaze, Kriegspiel, Marsigliesi, N-Relay, Marsigliesi, N-Relay, Omega, Progressivi, Shatranj, Shogj, Smess, Ultima, Valanga, Vinciperdi, Xian-qi, ecc.)
- scacchiere diverse (5, 10 o 25 caselle di lato, 5 x 6, 8 x 10, 8 x 11, 10 x 12, ecc.)
- scacchiere particolari (a Griglia, Biliardo, Cilindrica, Esagonale, Toroidale, Cubica, Sferica, ecc.)
- più di una scacchiera (Alice, Dragon Chess, Quadriglia, Tridimensionale, a nastro di Moebius, ecc.).

E adesso dite la verità: ve lo aspettavate tutto questo ?


Nelle varianti scacchistiche rientrano tutti quei giochi “scacchistici” ritenuti antecedenti all’unificazione delle regole degli Scacchi (“unificate” nel 1924 e poi ulteriormente modificate), ma anche tutti quelli inventati successivamente.
Varianti antecedenti come Shatranj e Chaturanga oppure successive come i Marsigliesi, i Circe, gli Alice, i Fischer Random o i tridimensionali 3D Star Trek tutti fanno parte delle varianti scacchistiche e, ovviamente, in questa grande famiglia vanno considerati anche gli Scacchi !

Tanto per dare un’idea, sappiate che il numero di varianti ideate negli scacchi è nell’ordine delle decine di migliaia e, pertanto, supera di gran lunga il totale delle varianti di tutti gli altri giochi messi insieme e che gli Scacchi “occidentali”, quelli regolamentati dalla F.I.D.E., non sono altrochè una piccolissima tessera di quel gigantesco puzzle delle varianti scacchistiche.
Esistono in commercio varianti scacchistiche come 3D Man Chess, 4 Player Chess, Doubles Chess, Card Chess, Omega, ecc. che sono state addirittura brevettate e sappiate che molte altre sono diffusissime in molte nazioni nelle quali; da parecchi anni, si svolgono tornei ed incontri internazionali a squadre e, per alcuni di essi, anche il Campionato del Mondo !
David Pritchard, sicuramente una delle massime autorità mondiali del settore, recentemente scomparso nel dicembre 2005, alla fine del 1999, in una intervista rispose così:
What chess variants do you like most ?
Alice (especially!), Avalanche, Hostage, Marseillais, Progressive.
What advice do you have for an avid variant player looking for opponents and competition ?
Join A.I.S.E. (Associazione Italiana Scacchi Eterodossi) or the B.C.V.S. (British Chess Variants Society) I am not qualified to make suggestions about meeting players on the Internet !
e che in due suoi libri ha scritto:
Today A.I.S.E. (Associazione Italiana Scacchi Eterodossi) has done much to popularize Chess Variants by organizing two Olympiads and the same time establishing Italy as the leading Chess Variants nation“(The Encyclopedia of Chess Variants, Games & Puzzles Publications, 1994);
When there is a talk of chess variants one country predominates: Italy. It is perhaps curious that a country that has no great claims to chess mastery should be the acknowledged repositary of variant wisdom.” (Popular Chess Variants, Batsford, 2000).

L’A.I.S.E. che dopo aver organizzato oltre 700 tornei, Campionati Internazionali ed Olimpiadi, sospese tutte le sue attività nel 1999 le riprende proprio quest’anno on line (Eteroscacco on line) in concomitanza delle prossime Olimpiadi di Scacchi di Torino (20 maggio al 4 giugno 2006).

Verranno presentate su queste pagine le varianti scacchistiche più giocate in Italia ed all'estero, molte delle quali sono giunte ad un livello di elaborazione tale che giocarle dà le stesse soddisfazioni del gioco tradizionale e in alcuni casi, a seconda dei propri gusti personali, anche di più !
Sappiate che da molti anni le varianti scacchistiche vivono momenti di grande notorietà e senza considerare che, nel giugno 1996, un certo Bobby Fischer ha fatto parlare dei suoi Fischer Random (960 diverse possibili disposizioni iniziali dei pezzi), nientemeno che tutte, proprio tutte, le riviste scacchistiche del mondo !

E, come se non bastasse, nel mese di febbraio 2006, proprio sul sito delle Olimpiadi di Scacchi di Torino (http://www.chessolympiad-torino2006.org/), è stata pubblicata la seguente notizia:
Karpov, intervistato a Lodi, ha dichiarato, come già aveva detto al giornale russo Komsomolskaya Pravda, di essere pronto ad affrontare Fischer nella modalità "random", l'unica che l'americano accetterebbe per tornare davanti ad una scacchiera. "Non è necessaria preparazione per questo tipo di scacchi" ha detto Karpov, "l'importante per giocare "Fischerandom" è essere in buone condizioni e molto concentrati. Sono sicuro che, in questo caso, sarebbe possibile giocare contro Fischer e batterlo"

Noi nutriamo qualche ragionevole dubbio per quanto riguarda la non necessaria preparazione, mentre non abbiamo mai avuto dubbi sul fatto che, tutti “i giochi di scacchi” ovvero tutte le “varanti scacchistiche“ seppur giocate con pezzi, scacchiere e regole differenti tra di loro, sono pur sempre “giochi di scacchi”!

Giochi “di scacchi” che, come quelli “di carte”, ben si prestano ad essere giocati con le “varianti”; varianti che basta idearle, provarle e se piacciono, giocarle, giocarle e ancora giocarle: questo soltanto dà la vitalità ai giochi e, dato che l’importante non è vincere ma partecipare:

BUON DIVERTIMENTO A TUTTI CON GLI SCACCHI ETERODOSSI !




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